Le Malattie della Selvaggina
La Rabbia
La malattia della rabbia è ripartita principalmente al nord delle Alpi e finora non si sono osservati dei casi nel Cantone Ticino. Essa è causata da un virus
Modalità di diffusione:
Il ciclo infettivo della malattia è sostenuto nel tempo e nello spazio dalla volpe la quale può contagiare altri animali selvatici o domestici. Il contagio può avvenire anche fra animali di specie diverse dalla volpe mentre il contagio all`uomo avviene attraverso il morso o la contaminazione di ferite superficiali con la saliva di animali infetti. Il virus è presente nella saliva degli animali infetti già alcuni giorni prima della manifestazione dei sintomi.
Il periodo di incubazione della malattia dura alcune settimane fino ad oltre un anno. I sintomi sono a carico del sistema nervoso centrale, con forma prevalentemente paralitica oppure eccitativa: la forma paralitica provoca apatia, inattività e difficoltà di movimenti; la forma eccitativa provoca aggressività, iper-eccitabilità, spasmi e convulsioni. Nell`uomo la malattia provoca ansia, cefalea, ipertonia muscolare, spasmi alla laringe (idrofobia) convulsioni e infine la morte.
La diagnosi della malattia deve avere la conferma da analisi da laboratorio e deve essere fatta quando c'è un sospetto clinico in base ai sintomi osservabili e alle circostanze (zona di diffusione della rabbia, possibilità di contatti con animali rabidi, ecc.)
Le misure di prevenzione possono essere diverse e toccare i seguenti punti: intensificazione della pressione venatoria sulle volpi; vaccinazione antirabbica delle volpi con esche contenenti vaccino; obbligo della vaccinazione dei cani almeno ogni 24 mesi; obbligo, per i cani utilizzati per la caccia, della vaccinazione risalente a non oltre 12 mesi e ripetuta almeno una volta (due vaccinazioni all`età di 5/6 mesi e successivo richiamo annuale); ev. vaccinazione di altre specie animali (bovini, capre, pecore, gatti); vaccinazione delle persone a rischio (veterinari, guardacaccia, ecc.) o ancora evitando il contatto con animali sospetti.
Misure di lotta:
- delimitazione di zone di sequestro;
- obbligo dell`annuncio dei casi sospetti;
- obbligo di tenere i cani al guinzaglio;
- obbligo di vaccinare i cani di oltre 5 mesi contro la rabbia;
- uccisione, rispettivamente osservazione degli animali sospetti;
- isolamento e osservazione degli animali morsicatori sospetti durante 10 giorni; se entro tale termine l`animale non desta sintomi sospetti, il contagio non ha avuto luogo;
- uccisione degli animali che non possono essere catturati;
- altre misure ordinate dal veterinario cantonale.
Nel caso di contatto con l`uomo la terapia è la seguente: dopo il morso da un`animale rabido si deve fare un trattamento vaccinale secondo lo schema OMS (buone possibilità di successo) altrimenti dopo l`inizio dei sintomi ogni intervento curativo risulta vano.
La Trichinella
Modalità di diffusione
L`infestazione avviene mediante l`ingestione della carne contaminata dalle sue larve. Queste ultime vengono liberate nell`intestino tenue subito dopo la loro digestione. In breve tempo si sviluppano fino a diventare vermi adulti che nello spazio di alcune settimane generano moltissime piccole larve che attraversano la parete intestinale e raggiungono nel sangue la muscolatura, dove si insediano e si avvolgono in una capsula molto resistente. Qui possono sopravvivere per oltre un anno anche in condizioni ambientali difficili (gelo, putrefazione). I muscoli prediletti sono quelli del diaframma, della lingua della laringe e quelli intercostali. Il ciclo inizia nuovamente appena la carne infestata viene di nuovo ingerita da un animale o dall`uomo. Il cinghiale riveste particolare importanza quale eventuale anello di congiunzione tra il ciclo silvestre della trichinellosi e l`uomo in quanto si tratta di un animale onnivoro le cui carni vengono destinate all`alimentazione.
Sintomi clinici
La malattia che si riscontra nell`uomo si chiama trichinosi ed è caratterizzata da diarrea, dolori muscolari, debolezza, sudorazione, edemi alle labbra, fotofobia e febbre remittente. A dipendenza del tasso di infestazione il decorso può risultare inapparente fino a molto grave e ad esito mortale.
Misure di prevenzione
La trichinosi dovuta al consumo di carne di cinghiale si previene osservando le seguenti misure igienico-sanitarie:
- tutti gli animali uccisi e destinati all`alimentazione vanno sottoposti all`ispezione delle carni da parte dell`ispettore veterinario e sottoposti ad un`analisi di laboratorio per determinare l`eventuale presenza delle larve del parassita (trichinoscopia). A tale scopo va prelevato l`intero diaframma, avendo cura di asportare tutte le parti muscolari;
- le carni che risultano positive all`analisi non possono venire utilizzate a scopi alimentari e vanno distrutte;
- la carne del cinghiale va consumata preferibilmente ben cotta, in modo che le eventuali larve presenti vengano inattivate o distrutte dal calore.
La Scabbia o Rogna
La malattia è provocata da ectoparassiti, acari del genere "Psoroptidae e Sarcoptidae", che penetrano nella pelle degli animali in particolare della volpe ma anche del camoscio o di altri animali da pelo. Gli acari della scabbia possono scavare cunicoli più o meno profondi sotto la pelle. In questi cunicoli si riproducono in modo massiccio e nei passaggi che creano all`interno della pelle si originano delle infiammazioni che vanno via via estendendosi più l`animale si gratta. La malattia è accompagnata da prurito, pustole, eczemi, perdita di pelo e problemi di termoregolazione. In mancanza di cure la malattia si cronicizza, indebolendo gravemente l`animale ed aumentando notevolmente le probabilità di morte.
La trasmissione avviene mediante il contatto diretto tra un individuo malato ed uno sano, oppure utilizzando il medesimo rifugio di un animale parassitato. Sovente la trasmissione avviene tra individui della stessa specie, mentre è più difficile tra animali appartenenti a specie diverse, poiché le specie di acari sono molte volte specifiche nei confronti del loro ospite. Questa malattia è particolarmente appariscente nelle volpi dove il mantello si presenta a chiazze e la coda è talvolta completamente nuda. Gli animali malati si avvicinano sovente ai luoghi abitati ma non sono pericolosi. Quando le infiammazioni sono estese a buona parte del corpo la malattia ha per lo più esito letale.


